Quello che mi aspettavo è tristemente successo.
O meglio… non è successo esattamente quello che mi aspettavo, ovvero una sonora vittoria di Berlusconi & co. E’ successa forse una cosa peggiore di qualunque aspettativa, ovvero che entrambi gli schieramenti hanno perso, chi per numero di voti, chi perchè la metà degli italiani crede ancora nelle favole.
E’ stata una campagna elettorale veramente violenta. Forse lo sono state anche le altre, e non avendo diritto di voto non me ne sono mai accorto (infatti era il mio primo voto per una tornata di elezioni politiche): si è scesi da entrambe le parti a toni che spaziavano dal cultural-basso (l’ubriaco di Shaw di Prodi: Romà, dandgoli dell’ubriaco sei sceso al suo livello, e gli hai dato carta bianca per dire “ecco la sinistra che non fa altro che insultare”… errore Romà, errore!) all’insulto vero e volgare (si sig. Berlusconi, a quanto pare Lei ha ragione: in Italia i coglioni sono una maggioranza risicata o, se preferisce, una minoranza abbondante). A dirla tutta mi ero davvero rotto le palle di questo tam tam continuo, mancava solo che trovassi nelle merendine o nei pacchi di pasta il pupazzetto del nano che ripete “ah, sei un coglione anche tu?” oppure di mortadella che dice “siate sereni, abbiate fiducia”.
E il giorno arrvò. sono andato a votare domenica mattina presto, e al mio seggio ho visto un bel casino di gente, e li per li mi sono detto “cazzo, che sia davvero la volta buona che ce li leviamo dalle palle sonoramente?”. Lunedì pomeriggio stavo friggendo per i risultati, e nonostante la mia parte razionale mi continua a ripetere “calmate, sò solo exit poll” il mio cervello già stava festeggiando modello hooligan inglese. E poi…
E poi la serie di docce fredde.
Il pensiero che avevo in testa erea di camminare in mezzo ai nemici, lunedì sera. Sono uscito, e mi guardavo intorno con circospezione. Pensavo “cazzo cazzo… uno su quattro di questi stronzi l’ha votato di nuovo”. Quel poco di speranza che avevo nel mio popolo è stato spazzato via minuto dopo minuto.
La verità in fondo è una sola: Berlusconi voleva cambiare l’Italia, e lo ha fatto sul serio. L’italiano medio ha subito in questi cinque anni una serie talmente lunga di soprusi, prese per il culo, speranze andate in frantumi che si è abituato a vederle, e non solo. Non solo si è abituato a vederle, ma si è abituato a conviverci sereno. D’altronde, cinque anni fa, a proposito di un problemino da niente chiamato mafia, un tale ministro disse che dovevamo conviverci, era inutile lottarci contro. Ecco. Ora questo ha pensato l’italiano medio. Prima pensava “non ce lo metterà in quel posto”, nel mentre ha pensato “fa male cazzo… ma cinque anni sono lunghi, meglio abituarci” e al momento di votare ha pensato “è vero, è bello pijallo ar culo” (citazione!).
Non pensavo che il popolo italiano si potesse prendere in giro da solo. Eppure veniamo con quarant’anni di DC alle spalle (e chissà quanti se ne prospettanbo in futuro). Veniamo da un governo Berlusconi fallito dopo sei mesi per degli avvisi di garanzia dei giudici di Leningrado contro il premier. Veniamo da un governo D’Alema che poteva evitarci cinque lunghi anni di incubo con una sola legge. Veniamo da un altro governo Berlusconi che altro non ha prodotto se non “miseria, terrore e morte”: i miei hanno meno soldi nelle loro tasche, ho paura di prendere gli autobus e la metro per via di qualche kamikaze matto che al grido di “Allah è con noi, a morte i crociati” possa farmi saltare in aria con lui, e a Nassirya una decina di innocenti c’hanno rimesso le penne, senza contare i vari giornalisti comunisti e le varie guardie del corpo che hanno fatto la stessa fine, in una guerra che nessuno voleva e che nessuno vuole, e che eppure continuiamo a combattere.
[Prima che finisca, una precisazione: quella di "miseria terrore e morte" è ovviamente una citazione provocatoria. Non provate a dire che ero serio a dire quella frase, perchè sapete benissimo che ero serio del periodo che inizia con "i miei hanno..." e che finisce con "...continuiamo a combattere". Non rompete le palle, insomma. :)]
No. Gli italiani si vogliono prendere in giro da soli, e stavano per riuscirci per bene. Anzi, ci sono riusciti, ma hanno come ultimo ostacolo da superare una maggioranza di quattro senatori. Complimenti Italia, davvero una bella lezione di vita e di stile.
E ora che succede? Le speranze che questo governo duri ci sono, il problema è che Berlusconi I aveva 6 deputati in più, ed è finito dopo 6 mesi; Prodi I aveva 3 deputati in più, e mi pare sia cascato dopo 2 anni e passa; ora abbiamo 4 senatori in più, il programma l’hanno sottoscritto tutti, dando appoggio interno… ma è purtroppo lecito pensare che al primo astio scoppi il casino. Speriamo che non ci sia davvero, sto primo astio. Altrimenti saranno cazzi amarassimi, per tutti noi. Anche se a molti sti cazzi amarissimi piaceranno.
C’è anche da sperare di non dover scendere a compromessi con gli ex inquilini di Palazzo Chigi. Compromessi del tipo “Grosse koalition” io non li voglio. Di poco, ma hanno perso. Facciano opposizione e non rompano le palle con cazzate del genere. In Italia nun se po fa, non siamo così avanti da poter garantire una cosa del genere senza che una delle parti tiri troppo la calzetta.
Sì che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po’ da vivere…
La primavera intanto tarda ad arrivare.
Battiato profetico… o almeno spero.
PS: nel caso non dovessi scrivere altro fino a Domenica… buona Pasqua a tutti.



