Archivio per Luglio 2006
…e sto bene!
Domani ho l’ultimo orale prima della sospirata tesi.
Sono talmente sicuro della bocciatura che sto con una tranquillità fantastica, mai stato così prima di un esame. Considerando pure il fatto che in questi quattro anni di laurea triennale di orali ne ho fatti solo due, di cui uno assolutamente ridicolo, forse dovrei preoccuparmi un po… ma in fondo chi se ne frega, sto talmente cotto e ne ho tamente le palle piene di questo esamaccio che, promosso o bocciato che sarà il risultato, festeggerò a tutta manetta:
Fantozzi aveva un programma formidabile: calze, mutande, vestaglione di flanella, tavolinetto di fronte al televisore, frittatona di cipolle per la quale andava pazzo, familiare di Peroni gelata, tifo indiavolato… E RUTTO LIBERO!
Ovviamente niente vestaglione di flanella e frittatona di cipolle (anzi, l’ultima è un DISGUSTORAMA totale), però mi sa che domani sera verranno fatte fuori diverse familiari di Peroni gelata :D
Vabbè, torno a fare finta di ripassare…
PS: è arrivato il condizionatore!!! :D
Goodbye, crazy diamond
Remember when you were young, you shone like the Sun.
Shine on you crazy diamond!
Now there’s a look in your eyes, like black holes in the sky.
Shine on you crazy diamond!You were caught on the crossfire of childhood and stardom,
blown on the steel breeze.
Come on you target for faraway laughter,
come on you stranger, you legend, you martyr, and shine!You reached for the secret too soon, you cried for the Moon.
Shine on you crazy diamond!
Threatened by shadows at night, and exposed in the light.
Shine on you crazy diamond!Well you wore out your welcome with random precision,
rode on the steel breeze.
Come on you raver, you seer of visions,
come on you painter, you piper, you prisoner, and shine!Nobody knows where you are, how near or how far.
Shine on you crazy diamond!
Pile on many more layers and I’ll be joining you there.
Shine on you crazy diamond!And we’ll bask in the shadow of yesterday’s triumph,
sail on the steel breeze.
Come on you boy child, you winner and loser,
come on you miner for truth and delusion, and shine!

Roger Keith “Syd” Barrett
Cambridge, 06/01/1946
Cambridge, 07/07/2006
Dimenticavo!
Mi chiedevo che stai facendo ora
I hope you’re feeling happy now
I see you feel no pain at all it seems
I wonder what you’re doing now
I wonder if you think of me at all
Do you still play the same moves now
Or are those special moods for someone else
I hope you’re feeling happy now
Just because you feel good
Doesn’t make you right
Oh no
Just because you feel good
Still want you here tonight
Does laughter still discover you
I see through all the smiles that look so right
Do you still have the same friends now
To smoke away your problems and your life
Oh how do you remember me
The one that made you laugh until you cried
I hope you’re feeling happy now
Just because you feel good
Doesn’t make you right
Oh no
Just because you feel good
Still want you here tonight
Want you
Just because you feel good
Doesn’t make you right
Oh no
Just because you feel good
Still want you here tonight
Want you
Just because you feel good
Doesn’t make you right
Oh no
Just because you feel good
Still want you here tonight
Want you
I wonder what you’re doing now
I hope you’re feeling happy now
I wonder what you’re doing now
I hope you’re feeling happy now
(a chi legge: prima o poi tornerò a scrivere qualcosa di più sensato rispetto a citazioni prese qua e la che hanno il solo scopo di sottolineare come vadano (male) le cose ultimamente…)
Accetta il consiglio…
Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare. Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite. Ma credimi tra vent’anni guarderai quelle tue vecchie foto. E in un modo che non puoi immaginare adesso. Quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi! Non eri per niente grasso come ti sembrava..
Non preoccuparti del futuro. Oppure preoccupati, ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un’equazione algebrica. I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non t’erano mai passate per la mente. Di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.
Fa’ una cosa, ogni giorno che sei spaventato: Canta.
Non esser crudele col cuore degli altri. Non tollerare la gente che è crudele col tuo. Lavati i denti.
Non perder tempo con l’invidia. A volte sei in testa. A volte resti indietro. La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso.
Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti. Se riesci veramente dimmi come si fa. Conserva tutte le vecchie lettere d’amore, butta i vecchi stratti conto.
Rilassati.
Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita. Le persone più interessanti che conosco, a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita. I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.
Prendi molto calcio.
Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno.
Forse ti sposerai o forse no. Forse avrai figli o forse no. Forse divorzierai a quarant’anni. Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche.
Le tue scelte sono scommesse. Come quelle di chiunque altro.
Goditi il tuo corpo. Usalo in tutti i modi che puoi. Senza paura e senza temere quel che pensa la gente. E’ il più grande strumento che potrai mai avere.
Balla. Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno. Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai. Non leggere le riviste di bellezza. Ti faranno solo sentire orrendo.
Cerca di conoscere i tuoi genitori. Non puoi sapere quando se ne andranno per sempre. Tratta bene i tuoi fratelli. Sono il migliore legame con il passato e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro. Renditi conto che gli amici vanno e vengono. Ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e di stili di vita, perche più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.
Vivi a New York per un po’, ma lasciala prima che ti indurisca. Vivi anche in California per un po’, ma lasciala prima che ti rammollisca.
Non fare pasticci coi capelli, se no quando avrai quarant’anni sembreranno di un ottantacinquenne.
Sii cauto nell’accettare consigli, mal sii paziente con chi li dispensa. I consigli sono una forma di nostalgia. Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga.
Ma accetta il consiglio… per questa volta.
(Many thanks to Robydick che mi ha riportato in testa questo splendido monologo)







