Finalmente si incomincia a parlare di una legge civile. E ovviamente c’è un “no”: il pastore tedesco ha “ricordato” (parola di Televaticano, il TG1) che “impropri riconoscimenti giuridici sono pericolosi e controproducenti”.
Eppure, Herr Ratzinger, Lei ha pubblicamente detto, più volte, che la base per il matrimonio religioso è l’amore tra un uomo e una donna. Però, allo stesso tempo, Lei afferma che mettere sullo stesso piano chi non si sposa e chi si sposa è pericoloso e controproducente. Ma non era una questione di amore tra uomo e donna?
Ah no, giusto. Ho capito cosa intende. Due pazzi omosessuali non possono essere alla stessa stregua di una coppia che ha fatto il catechismo la domenica e si è sposata davanti a Dio. No, loro non sanno cosa significa amarsi. Anzi, sono dei peccatori, e per l’infinito amore di Dio andranno all’Inferno. Perchè si amano. Perchè provano lo stesso amore che c’è tra un uomo e una donna.
Allora qual’è il peccato? Essere omosessuali, o amarsi?
Gavino Angius, vicepresidente del Senato, ha parlato per la prima volta, di “ingerenza costante e ossessiva” della chiesa (si, con la c minuscola) nella sfera pubblica.
Faccia presto, Herr Ratzinger. Dica alle guardie svizzere di assaltare il parlamento e di “rendere inoperativo” questo governo, prima che sia troppo tardi, prima che in piazza San Pietro, sotto il suo balcone, possano ricevere la sua benedizione, mano nella mano, sia Maria e Giuseppe, sia Piero e Antonio. Gesù potrebbe piangere, alla vista di contanto amore.