Archivio per Maggio 2007

09
Mag
07

Me lo paghi tu?

E’ da un bel po che mio padre mi dice almeno una volta a settimana quando mi decido a presentare la domanda per fare l’Erasmus. Io non l’ho fatto per tre ragioni che a mio parere sono ottime:
-Non voglio pesare economicamente sulla mia famiglia più di quanto faccio ora: 60 km al giorno per andare e tornare dall’università vi assicurano che costano, in termini di bestemmie e benzina…
-Non mi sento in grado di passare 6/8/10/quanti_so mesi fuori da solo in un paese estero del quale magari non conosco nemmeno la lingua
-Arrivato li chiuderei i libri in un cassetto e farei sicuramente tutto tranne che studiare.

Oggi, Prodi ha fatto una uscita che non m’è piaciuta granchè

Il presidente del Consiglio Romano Prodi nel suo intervento ha rilanciato sul piatto una proposta che guarda molto avanti: sei mesi obbligatori all’estero per tutti i laureati. “Per laurearsi – ha detto il premier interevenendo all’inaugurazione – devono essere necessari sei mesi trascorsi in un altro paese europeo”

Caro Romano, io capisco che per via degli incarichi che hai rivolto in passato e per l’incarico che hai adesso a te le questioni economiche di una normale famiglia italiana non fregano più di tanto, quindi non starò a chiederti se i soldi per fare un eventuale Erasmus li sborserai tu di tasca tua o mio padre. Il punto qui è un’altro: se 6 mesi di erasmus diventassero obbligatori perchè sono un riconoscimento a livello internazionale, questo cosa significherebbe? Un implicita ammissione che il sistema universitario e tutto il settore ricerca italiano fa schifo?

Io, da quel poco che ho visto, è questa l’impressione che mi sono fatto. Declassamento totale. Ho lavorato in un gruppo di ricerca per fare la mia tesi quasi un anno, e in una stanza grande più o meno come il mio salone stavamo spesso anche in 15, ognuno ovviamente con il proprio portatile perchè un pc l’università non te lo fornisce manco se t’ammazzi. Anzi, qualche pc dell’università c’era. Ma ovviamente si faceva a turno, perchè non ce n’erano abbastanza per tutti.

E poi un mio amico mi ha parlato dell’erasmus che ha fatto a Gent, in Belgio. Mi ha parlato della didattica che hanno lassù. Mi ha parlato dei laboratorio con decine di computer a disposizione degli studenti. Eccetera eccetera eccetera.

E basta fare una piccola ricerca su internet per vedere come nel resto d’Europa la media dei “full professor” sia sui 38/40 anni, quando qui da noi gli ordinari se ti va bene hanno 58/60 anni, e ti fanno studiare su libri fermi agli anni 70 (vedasi “Modellistica di Impianti e Sistemi 1″ che ho seguito in terzo anno). E mi dispiace ricordare che anche tu rientri in questa categoria di ordinari. Non so se fermo agli anni 70, ma per l’età ci rientri ampiamente.

Quindi, caro Romano, non sarebbe il caso di mettere prima mano nelle nostre università, per far si che più studenti erasmus stranieri vengano in italia e se ne tornino fieri di quello che hanno visto a casa loro? Bada bene che la cifra da spendere sarebbe si grande, ma quasi sicuramente dello stesso ordine di grandezza della tua proposta. Perchè spero che tu ti renda almeno conto che, facendo diventare obbligatorio un periodo all’estero, non tutti ptrebbero permetterselo, e se è vero che con le ultime riforme l’università (non so dire se per fortuna o purtroppo) si è aperta a tutti tutti quelli che dovrebbeo andarsene in Erasmus dovrebbero ricevere un aiuto statale.

Sta sparata potevi risparmiartela, Romano. C’hai confermato che tutta l’università italiana è un mare di merda, e che tutti quanti ne facciamo parte.

07
Mag
07

Ipocrisia o realtà?

Stamattina, leggendo il sito di repubblica, ho visto questa lettera a Corrado Augias che potete leggere qui.

Dopo, sfogliando “Metro”, ho letto un’altra lettera molto interessante, che vi riporto in toto (sperando di non violare qualche legge sul copyright, in caso chiedo venia e cancellerò tutto):

Tutti ipocriti sugli stranieri

Ammettiamolo. Questi rumeni non sono utili solo a sfruttatori di minorenni e caporali del lavoro nero. Ci sono le badanti senza contributi e le cameriere mal pagate. L’ingresso della Romania nella UE non è stato un atto di carità. Penso a quella fabbrica francesce (La Renault, mia aggiunta) che ha comprato un’auto low cost in Romania. Operai a 150 euro al mese senza il beneficio delle trentacinque ore (che vigono in Francia, altra aggiunta mia). Oggi sono tutti cittadini europei ma noi ce li siamo trovati qui da molto più tempo. Nessuna novità. Intanto qualcuna si sarà pure sposata con qualche italiano. E nessuno ci può far nulla.

Mi sono trovato straordinariamente d’accordo con la seconda lettera, ma secondo poi mi sono reso conto di come anche il mio pensiero sulla questione immigrazione stia col tempo radicalmente cambiando.

Se prima potevo anche giustificare chi veniva qui in Italia dicendo che viene da osti peggiori dei nostri, dicendo che ai tempi che furono anche noi italiani facemmo quello che fanno loro ora, dicendo che l’unica via per l’intragrazione era la tolleranza, ora non penso più queste cose e moltre altre che non ho scritto.

Dai fatti gravi alle cazzate, purtroppo, ultimamente le prime pagine dei giornali sono piene di fatti che riguardano elementi che noi ospitiamo. Cose gravi, come due che ammazzano una ragazza del mio quartiere con un ombrello in un occhio alla stazione termini o come un rumano che uccide a colpi di accetta due persone, a cazzate che magari non si vedono scritte sui giornali, come gli zingari che mentre stai tranquillo una sera sulla tamngenziale simulano un incidente per spillarti soldi.

Ora… come dice giustamente chi ha scritto la lettera: perchè ci dimentichiamo che una legalità c’è e andrebbe rispettata?

Quella sera maledetta, quei due bastardi che mi hanno fermato sulla tangenziale avevano architettato tutto ad arte: il finto botto, la volontà di chiamare i carabinieri che muta in un dacci i soldi davanti alle mie scuse, eccetera. Non so chi devo ringraziare per il non aver avuto un orologio al polso quella sera, perchè uno dei due mi chiese anche che ore sono per vedere se avevo un orologio di valore,e capace che se ce l’avevo manco buttavano in caciara pure quello, facile che mi davano qualche cazzotto e si fregavano quello e la macchina.

Abito vicinissimo alla stazione Nuovo Salario. Fino ad un po di tempo fa era un posto poco raccomandabile, ma si poteva ancora avere la tranquillità di girare con una borsa. Qualche tempo fa si insediarono degli immigrati/zingari nei vagoni abbandonati in stazione, e da quel momento i furti nelle case, gli incidenti simili a quello che mi è successo, gli scippi o cose del genere si sono non dico decuplicati, ma quasi. La polizia, il massimo che è stata capace è stato lo sgombero dei vagoni, e il risultato è che tutti gli sgomberati pe protesta si accamparono nella collina che divide casa mia dalla stazione. Dopo poco, bisogna ammetterlo, sono stati cacciati (quasi tutti, visto che una casuccia di lamiere c’è ancora, ben visibile), col risultato che una collina che è monumento nazionale (vicino c’è una cascina nella quale pare abbia dormito Garibaldi) era ed è ancora ridotta un sudiciume di oggetti abbandonati, cartacce e quant’altro. Senza contare che tutti gli “sfollati” venivano a fare i loro bisogni sul famoso muro del mio condominio.

E mi chiedo quindi che dovrei fare. Se dovrei veramente continuare a pensare tutto quello che ho pensato fin’ora in nome della tolleranza. O se pensare che ormai si è raggiunto un punto in cui dare qualche calcio in culo non sarebbe male.

Quando quelle due bastarde hanno ammazzato Vanessa Russo mio fratello ha detto a tavola “Ok, se veramente sono zingare (come conclamarono i tg in prima ipotesi) bisognerebbe fare i raid in tutti i campi rom, prendere a sberle tutti finchè non escono fuori, e buttarli fuori dall’Italia a calci in culo”. E non vi dico quanto ero e sono d’accordo con lui.

Il problema rom è da quando sono piccolo un problema di cui tutti si lamentano. E perchè non si inizano a prendere provvedimenti? Se due bastardi vanno in giro con la macchina a inscenare botto falsi e a chiedere soldi istantanei, magari da prendere col bancomat, perchè se una volta pizzicati dopo due ore qui due stronzi stanno fuori dalla cella (come un poliziotto mio parente ha candidamente ammesso)? Perchè si permette che persone ali semafori sfascino i vetri delle macchine perchè non ci si fa lavare il vetro (successo anni fa a Via Prati Fiscali, sempre qui vicino)?

Mi ha detto un’amica che a stazione Anagnina ci sono chiazze di sangue ancora non tolte di risse tra rumeni, e per passata esperienza il mercatino che s’è sviluppato attorno alla stazione pullula di cose decisamente illegali che chiunque, polizia inclusa, sa.

A volte per prendere il GRA per andare all’università mi capita di fare un pezzo di Via Salaria. E anche facendola alle 8 e mezza di mattina si vedono giovanissime ai bordi della strada in attesa di clienti. E dico giovanissime perchè, come ci disse un prete di zona al liceo, moltissime non hanno nemmeno 16 anni compiuti. Eppure sono li, dalla mattina alla notte fonda. In attesa di qualcuno che dia loro soldi che loro poi daranno al “protettore” che se guadagnano poco le ammazzerà di botte.

Beh. Se questa è la tolleranza che vogliono, non dovremmo essere d’accordo. E io inizio a non esserlo più. Datemi del fascista, ma a Roma si dice “er troppo è trippa”. E la trippa me fa schifo.

02
Mag
07

Rischio di diventare monotono, ma…

…continuano ad oltrepassare il limite. Come, quanto e quando vogliono.

Anche quando qualcuno dice cose vere.

Cose come un funerale concesso ad un sanguinario che si è messo all’anima centinaia di desaparecidos. Cose come un funerale concesso ad un altro dittatore che ha seguito la scia dei due più grandi pazzi che l’Europa abbia conosciuto. Come come un funerale negato ad una persona che ha deciso di non soffrire più. Cose come la verità scritta anche nella Bibbia.

E parlano di terrorismo. Mettono sullo stesso piano parole e bombe, quando sarebbero i primi a doversi fare un serio esame di coscienza e chiarire prima i guai e le questioni oscure dentro casa loro. Guai che si chiamano pedofilia e denaro. Guai che si chiamano preti che molestano bambini in parrocchia e milioni di soldi che potrebbero sfamare intere popolazioni.

Predicano molto bene, ma come dicevano Disegni e Caviglia nemmeno razzolano male. Si dimenticano proprio di farlo.

E ovviamente appena si fa viva la protesta per bocca di qualcuno tale bocca viene messa a tacere da tutti. Si parla di esagerazione (certo, si può benissimo dire che bisogna astenersi dal referendum sulla procreazione!), di intolleranza (certo, si può dire ai gay che a loro non sarà concesso il regno dei cieli per quanto religiosi possano essere!), di ingerenza (certo, si può dire agli italiani chi votare e trincerarsi dietro la libertà di opinione verso i fedeli!)… e si potrebbe continuare all’infinito.

Mi dispiace solo per Andrea Rivera. Ha talento, il ragazzo, ma con le verità sacrosante che ha detto ieri si è giocato forse un po di anni di futura carriera.




Brux

Ho 25 anni, studio ingegneria informatica e vivo in uno schifo di città (Roma) invidiata da tante persone, e da anni cerco di capirne il perchè, di questa invidia. Adoro i gatti, la montagna, i paesi scandinavi. Ogni tanto strimpello la chitarra, solo ogni tanto e per poco, perchè poi i vicini si incazzano. Sono paranoico e rompicoglioni, ma probabilmente sta riga non l'avete letta perchè siete passati già ad un altro sito...
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