Stamattina, leggendo il sito di repubblica, ho visto questa lettera a Corrado Augias che potete leggere qui.
Dopo, sfogliando “Metro”, ho letto un’altra lettera molto interessante, che vi riporto in toto (sperando di non violare qualche legge sul copyright, in caso chiedo venia e cancellerò tutto):
Tutti ipocriti sugli stranieri
Ammettiamolo. Questi rumeni non sono utili solo a sfruttatori di minorenni e caporali del lavoro nero. Ci sono le badanti senza contributi e le cameriere mal pagate. L’ingresso della Romania nella UE non è stato un atto di carità. Penso a quella fabbrica francesce (La Renault, mia aggiunta) che ha comprato un’auto low cost in Romania. Operai a 150 euro al mese senza il beneficio delle trentacinque ore (che vigono in Francia, altra aggiunta mia). Oggi sono tutti cittadini europei ma noi ce li siamo trovati qui da molto più tempo. Nessuna novità. Intanto qualcuna si sarà pure sposata con qualche italiano. E nessuno ci può far nulla.
Mi sono trovato straordinariamente d’accordo con la seconda lettera, ma secondo poi mi sono reso conto di come anche il mio pensiero sulla questione immigrazione stia col tempo radicalmente cambiando.
Se prima potevo anche giustificare chi veniva qui in Italia dicendo che viene da osti peggiori dei nostri, dicendo che ai tempi che furono anche noi italiani facemmo quello che fanno loro ora, dicendo che l’unica via per l’intragrazione era la tolleranza, ora non penso più queste cose e moltre altre che non ho scritto.
Dai fatti gravi alle cazzate, purtroppo, ultimamente le prime pagine dei giornali sono piene di fatti che riguardano elementi che noi ospitiamo. Cose gravi, come due che ammazzano una ragazza del mio quartiere con un ombrello in un occhio alla stazione termini o come un rumano che uccide a colpi di accetta due persone, a cazzate che magari non si vedono scritte sui giornali, come gli zingari che mentre stai tranquillo una sera sulla tamngenziale simulano un incidente per spillarti soldi.
Ora… come dice giustamente chi ha scritto la lettera: perchè ci dimentichiamo che una legalità c’è e andrebbe rispettata?
Quella sera maledetta, quei due bastardi che mi hanno fermato sulla tangenziale avevano architettato tutto ad arte: il finto botto, la volontà di chiamare i carabinieri che muta in un dacci i soldi davanti alle mie scuse, eccetera. Non so chi devo ringraziare per il non aver avuto un orologio al polso quella sera, perchè uno dei due mi chiese anche che ore sono per vedere se avevo un orologio di valore,e capace che se ce l’avevo manco buttavano in caciara pure quello, facile che mi davano qualche cazzotto e si fregavano quello e la macchina.
Abito vicinissimo alla stazione Nuovo Salario. Fino ad un po di tempo fa era un posto poco raccomandabile, ma si poteva ancora avere la tranquillità di girare con una borsa. Qualche tempo fa si insediarono degli immigrati/zingari nei vagoni abbandonati in stazione, e da quel momento i furti nelle case, gli incidenti simili a quello che mi è successo, gli scippi o cose del genere si sono non dico decuplicati, ma quasi. La polizia, il massimo che è stata capace è stato lo sgombero dei vagoni, e il risultato è che tutti gli sgomberati pe protesta si accamparono nella collina che divide casa mia dalla stazione. Dopo poco, bisogna ammetterlo, sono stati cacciati (quasi tutti, visto che una casuccia di lamiere c’è ancora, ben visibile), col risultato che una collina che è monumento nazionale (vicino c’è una cascina nella quale pare abbia dormito Garibaldi) era ed è ancora ridotta un sudiciume di oggetti abbandonati, cartacce e quant’altro. Senza contare che tutti gli “sfollati” venivano a fare i loro bisogni sul famoso muro del mio condominio.
E mi chiedo quindi che dovrei fare. Se dovrei veramente continuare a pensare tutto quello che ho pensato fin’ora in nome della tolleranza. O se pensare che ormai si è raggiunto un punto in cui dare qualche calcio in culo non sarebbe male.
Quando quelle due bastarde hanno ammazzato Vanessa Russo mio fratello ha detto a tavola “Ok, se veramente sono zingare (come conclamarono i tg in prima ipotesi) bisognerebbe fare i raid in tutti i campi rom, prendere a sberle tutti finchè non escono fuori, e buttarli fuori dall’Italia a calci in culo”. E non vi dico quanto ero e sono d’accordo con lui.
Il problema rom è da quando sono piccolo un problema di cui tutti si lamentano. E perchè non si inizano a prendere provvedimenti? Se due bastardi vanno in giro con la macchina a inscenare botto falsi e a chiedere soldi istantanei, magari da prendere col bancomat, perchè se una volta pizzicati dopo due ore qui due stronzi stanno fuori dalla cella (come un poliziotto mio parente ha candidamente ammesso)? Perchè si permette che persone ali semafori sfascino i vetri delle macchine perchè non ci si fa lavare il vetro (successo anni fa a Via Prati Fiscali, sempre qui vicino)?
Mi ha detto un’amica che a stazione Anagnina ci sono chiazze di sangue ancora non tolte di risse tra rumeni, e per passata esperienza il mercatino che s’è sviluppato attorno alla stazione pullula di cose decisamente illegali che chiunque, polizia inclusa, sa.
A volte per prendere il GRA per andare all’università mi capita di fare un pezzo di Via Salaria. E anche facendola alle 8 e mezza di mattina si vedono giovanissime ai bordi della strada in attesa di clienti. E dico giovanissime perchè, come ci disse un prete di zona al liceo, moltissime non hanno nemmeno 16 anni compiuti. Eppure sono li, dalla mattina alla notte fonda. In attesa di qualcuno che dia loro soldi che loro poi daranno al “protettore” che se guadagnano poco le ammazzerà di botte.
Beh. Se questa è la tolleranza che vogliono, non dovremmo essere d’accordo. E io inizio a non esserlo più. Datemi del fascista, ma a Roma si dice “er troppo è trippa”. E la trippa me fa schifo.

