Archivio per la categoria 'Terrorismo'

22
Dic
07

Tanto esportano democrazia!

Chi mi conosce sa che difficilmente considero il popolo americano con una luce positiva, e chi ha anche letto queste pagine avrà avuto conferma di questo fatto.

Bene, se prima avevo un barlume di speranza in quel popolo, aumentata per altro negli ultimi tempi col fatto che pare che stiano capendo che la pena di morte non è un mezzo da mondo civile, beh… tale barlume s’è spento dopo che ho visto questo filmato:

(Many thanks to Renzo72)

Che dire… americani, benvenuti nell’era della comunicazione globale.

15
Set
07

Funghi qua, funghi la…

Dal 1990 l’Italia dichiara di non essere un paese nuclearizzato.

Dal 1990 l’Italia ha aderito al trattato di non proliferazione nucleare.

Dal 1990 l’Italia vieta per legge la presenza di ordigni atomici nel suo territorio.

Nel 2007 si scopre che gli americani ci prendono per il culo: LINK

05
Giu
07

Tira veramente ‘na brutta aria…

All’epoca della guerra fredda non ero ancora nato. Ne ho visto solo la fine, ma ero piccolo nel 1989, quando a Berlino fu scritta una pagina fondamentale della storia, pagina che pagherei oro per poter vivere. Ieri sera stavo a tavola con i miei. Mentre mangiavamo, è passato un servizio che commentava le affermazioni di Putin riguardo ai missili sovietici. E m’è venuto spontaneo chiedere a mio padre “Erano questi i toni anche durante la crisi di Cuba?”. E nel dirlo ho provato una certa… paura se vogliamo.

Sono cresciuto in un paese in cui le centrali atomiche non ci sono, in cui non ci sono armi nucleari (se escludiamo quelle all’uranio impoverito e/o i missili statunitensi che sicuramente abbiamo in qualche base), in un periodo della storia che purtroppo non è passato esente da funghetti atomici qua e la, per quanto sott’acqua (i test francesi a Mururoa) o sotto terra (Corea del Nord). Tuttavia, sapere che forse, per colpa dei tutori dell’ordine globale, avrò un missile con la stella rossa puntato sulla testa mi ha dato da pensare. E se vogliamo, mi ha spaventato anche un bel po. La cosa se vogliamo ha anche un risvolto buffo, considerando che dovrei essere più impaurito a prendere l’autobus o la metro, di questi tempi.

Sarà che, nonostante tutto quello che ho detto prima, è da quando che sono piccolo che ho un terrore folle di tutto quello che ha a che vedere con le radiazioni: ero spaventato a morte quando mi feci la prima lastra, un ortopanoramica, e ricordo ancora quanti pianti mi feci mentre il radiologo faceva il suo dovere. Ancora oggi, se mi devo fare una lastra, non riesco a tenere gli occhi aperti. Ho vaghissimi ricordi di quanto mia madre e mio padre si spaventarono nel 1986 quando ci fu il casino di Chernobyl, e mi ricordo quanta impressione mi fece un bambino calvo e con la benda all’occhio che vidi da piccolo in Abuzzo, al mio paese: era uno dei contaminati di quell’inferno, e la caritas stava facendo fare un giro d’Italia a quei disgraziati di bambini, nella speranza di aprirgli un sorriso. Ero piccolo, avrò avuto 4 o 5 anni al massimo, ma ricordo che mi fermai, guardai quel bambino che aveva forse la mia stessa età, e capii che quello che era successo era una cosa orribile.

E ora, quando tutti pensavano che la guerra fredda fosse finita, che forse il mondo, con i trattati START, si era deciso a scrollarsi di dosso questi congegni, arrivano echi del passato: indiani e pakistani che si guardano in cagnesco col dito sul bottone, iraniani che mettono sullo stesso piano guerra santa, distruzione di israele e arricchimento dell’uranio, sarkozy che non ha fatto tempo a mettere piede all’Eliseo che aveva già i codici per armare le testate francesi in tasca, americani che vogliono piazzare uno scudo antimissile sull’Europa senza che nessuno gliel’ha chiesto, e soprattuo anche se alla Russia, che ancora oggi ha il più grande arsenale atomico del mondo, la cosa non piace. Senza contare Al Qaeda, che magari qualcosa in Sudan se l’è procurata sul serio.

La risposta di mio padre è stata un misto di pessimismo e ottimismo… un sospiro, la faccia tirata e corrucciata, e tre semplici parole: “fu molto peggio”.

E’ da ieri che mi domando cosa significa quel molto peggio. Credo che testate atomiche qua e la, per quanto inerti, siano già una cosa della quale non stare affatto tranquilli. Specie se qualcuna di quelle testate potrei avercela puntata contro. Anche se non mi sento nemico di nessuno. Anche se io uno scudo antimissile americano che mi protegga non lo voglio. Anche se, in Repubblica Ceca e in Polonia, gli abitanti non vogliono ne il radar ne la batteria antimissile. Anche se ho una paura matta degli Iraniani.

Sarò tutto un delirio dovuto a Jericho?

In my rear view mirror the Sun is going down
sinking behind bridges in the road
and I think of all the good things
that we have left undone
and I suffer premonitions
confirm suspicions
of the holocaust to come

The wire that holds the cork
that keeps the anger in
gives way and suddenly it’s day again
the Sun is in the east
even though the day is done
two Suns in the sunset
could be the human race is run?

Like the moment when your brakes lock
and you slide toward the big truck
and stretch the frozen moments with your fear
and you’ll never hear their voices
and you’ll never see their faces
you have no recourse to the law anymore

And as the windshield melts
my tears evaporate
leaving only charcoal to defend
finally I understand
the feelings of the few
ashes and diamonds
foe and friend
we were all equal in the end

Pink floyd – Two Suns in the sunset
da “The final cut”, 1983

14
Mar
07

LIBERATELI!

C’è molto clamore attorno a questo rapimento di Daniele Mastrogiacomo. Clamore che onestamente capisco poco, visto che ci sono altri due italiani in mano a dei sequestratori in Nigeria dei quali non si sa più nulla.

Però non me la sento di non dare il mio contributo. Firmate pure voi l’appello per la liberazione che cliccando sull’immagine nella colonna di destra.

Se qualcuno sa se ci sono iniziative simili per Francesco Arena e Cosma Russo me lo faccia sapere.

EDIT

E due! :)

RIEDIT

E TRE! :D

06
Feb
07

Siamo sicuri di non volerlo riabilitare??

Una volta tanto sono usciti allo scoperto.

Sei ambasciatori hanno spedito una lettera a D’Alema per convincere gli Italiani a rafforzare l’impegno in Afghanistan. Ovvero, visto che ve ne siete andati dall’Iraq, e quindi avete un bel po di truppe da mobilitare, fate un salto a Kabul che i talebani ancora ci stanno dando filo da torcere.

E mi viene da pensare… ARIDATECE CRAXI A SIGONELLA!

Edit: chi non sapesse, o non ricordasse, o facesse finta di non ricordare che successe a Sigonella dia un’occhiata qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Sigonella_NAS#Crisi_di_Sigonella

12
Gen
07

Quel DC-9 dell’Itavia?

15
Set
06

Iran, Papa, Santoro, Varie ed Eventuali

E’ passato quasi un mese da quando ho scritto l’ultimo “post”. Ho messo le virgolette alla parola perchè schiaffare testi di canzoni manco io che lo faccio lo considero come una gran cosa, però è un periodo che vuoi per un motivo, vuoi per un altro (che poi in fin dei conti è quasi sempre lo stesso), ho ben poche idee. Anzi, le idee ci stanno pure, manca il modo con cui sbatterle qua sopra.

Bando alle ciance.

Stavo spulciando le ultim’ora di Repubblica e mi è saltato fuori questo trafiletto: LINK

Ora, sappiamo tutti benissimo che sia Bush che Ahmadinejad non sono due stinchi di santo. Il primo fa parte di quella ristrettissima categoria di persone che rispondono al nome di presidenti degli Stati uniti, ovvero i soli ad avere usato nella storia armi nucleari contro qualcuno. Il secondo tenta in ogni modo di negare una delle catastrofi della storia, l’olocausto, arrivando anche al punto di mandare una lettera alla Merkel dicendole “Cara, svegliati, è tutto un complotto contro voi tedeschi”.

Però non so davvero dire chi mi preoccupa di più. Anche perchè non so se sia peggio schierarsi con un guerrafondaio o con un esaltato. Non so davvero dire se mi fanno più paura degli “alleati” con il più grande arsenale atomico del pianeta (si, lo so, quello russo è più grande, ma siete sicuri cheabbiano rifornito di propellente i razzi con la stella rossa da dieci anni a questa parte? Io non credo…) oppure dei “nemici” che le bombe non ce l’hanno, ma che volendo potrebbero farle arrivare a casa mia un po più in fretta di Uncle Sam.

So solo un po di cose.

Ovvero che 4 giorni fa è stato l’anniversario di quella che secondo me è stata la più grossa presa in giro della storia moderna (e se penso che in quegli aerei c’era gente innocente, che in quelle torri c’era gente innocente, che oggi in Afghanistan e in Iraq innocenti muoiono sotto le bombe intelligenti a stelle e strisce non solo penso che era una presa in giro, ma anche che tocca incazzarsi come delle bestie per quanto fanno in nostro nome).

Ovvero che qualche giorno fa un autorevolissimo esponente del nostro ex governo (il governo che approvò l’invasione dell’Afghanistan e dell’Iraq e che ora tenta di rifarsi una verginità dicendo che la missione in Libano è sbagliata) che risponde al nome di Roberto Calderoli ha dichiarato “Se tanto Ahmadinejad vuole l’atomica perchè Bush non lo accontenta e gliene da una, tirnadogliela sulla testa?”. Complimenti, sig. Calderoli. D’altronde da chi pensa che le vignette contro Maometto erano divertenti e istruttive non ci si poteva aspettare oracoli migliori. Anzi, se vuole illuminarci un po più con la sua sapienza, siamo tutt’orecchi. Almeno avremo modo di ridere un altro po di lei.

Ovvero che una nazione che non sta muovendo un dito per “esportare la democrazia e la pace” in guerre dimenticate come quella del Darfur ha deliberatamente invaso prima il maggiore produttore di oppio e poi il secondo produttore mondiale di petrolio, probabilmente per avere una buona base d’appoggio per attaccare il primo.

Ovvero che un presidente di uno stato dice di voler il nucleare per scopi pacifici nello stesso discorso in cui, cinque minuti prima e cinque minuti dopo ha detto e dirà che Israele deve essere cancellato dalla faccia della Terra.

So che il capo di governo di una nazione che io prendo spessissimo come esempio di civiltà, Angela Merkel, ha dichiarato: “Noi tedeschi non potremmo in alcun modo partecipare ad azioni che possano portare a scontri con israeliani. La storia ce lo impone”. Eh, certo, se Israele invade il Libano e mette un blocco aeronavale che mette in ginocchio non solo tutto il Libano (gli Hezbollah come gli uomini, donne e bambini qualunque) ma anche uomini donne e bambini innocenti di Israele per uno strano quanto efficace principio fisico detto di azione e reazione… beh, io dovrei stare a guardare che lo scempio si compia perchè un fottuto bastardo di muratore austriaco ha fatto la più grande mattanza della storia in nome del Reich? Non è un ragionamento che fila, sig.ra Merkel. La ragione si da agli stolti…

So che se prima avevo un po di paura ad andare in centro, ora dopo le sparate del pastore tedesco ne ho ancora di più: LINK
Vielen Danke, Herr Ratzinger. Ne avevamo davvero bisogno di questa ventagliata di Medioevo in Chiesa. Quello che aveva detto e fatto fin’ora era troppo moderno e rivoluzionario. Mica siamo comunisti noi. Perchè non reintrodurre potere temporale, sant’uffizio e stato della chiesa? In fondo qui da noi in molti sarebbero contenti a farsi governare dal Papa… anzi, già che ci siamo, ricominciamo a torturare gli ebrei, così facciamo pace con gli islamici e cogliamo due piccioni con una fava?

Piccola nota allegra: stasera è finalmente ritornato in televisione Santoro. Nonostante il fatto che non mi sta simpatico nel modo pià assoluto (niente da dire sul modo di fare giornalismo… è una cosa proprio di, come dire… faccia, atteggiamento, ecco) sono stato contento di rivederlo al suo posto. E per un gioco interessante (o premeditato?) dei tempi il ritorno c’è stato proprio nel giorno in cui l’Italia giornalistica s’è trovata finalmente orfana di Clemente Mimun e dei suoi servizi a panino.
Se non altro Santoro è stato onesto. Ha detto chiaro e tondo a inizio trasmissione di essere un “privilegiato”, ed era proprio per questo suo status che era il primo a poter riprendere il suo lavoro. Fossi stato la Guzzanti, o Luttazzi, avrei chiamato in trasmissione inviperito… però forse ripensandoci razionalmente forse è meglio sperare prima di tutto che “Anno zero” non chiuda i battenti la prossima settimana (considerato il numero di riferimenti espliciti al nome Previti associato all’aggettivo inquisito la cosa non mi stupirebbe affatto) e poi che la trasmissione sia solo la prima di una serie che finalmente li riveda tutti quanti al loro posto. Biagi, Luttazzi, la Guzzanti, Freccero, Badaloni e tutti quelli epurati da Sofia con amore.

Pace.

02
Mag
06

Eroi? No, morti.

Ho scattato questa foto ieri pomeriggio, mentre passeggiavo al laghetto dell’Eur:

All’apparenza sembra un bel palazzo, moderno, in un quartiere che non gode di una bella fama architettonica (per i profani non romani, il palazzo sorge in mezzo ad un complesso di completa costruzione fascista… a me quello stile piace anche molto, ma, come spesso è, sono minoranza). eppure li dentro ci sarebbero molte persone alle quali andrebbero fatte molte domande.

Quel palazzo è la sede dell’ENI, Ente Nazionale Idrocarburi.

Per carità… ovviamente il lavoratore medio di quel palazzo non c’entra niente con quello che i loro padroni stanno facendo in Iraq. Però sarei curioso di andare nei piani alti di quell’edificio, per fare una semplice domanda a chi comanda quell’azienda: siamo proprio sicuri che l’Italia in Iraq stia svolgendo una missione di pace?

Sapete bene dal post precedente che ultimamente non ho una grande ammirazione per l’italiano medio. Ogni volta che sento parlare della guerra in Iraq mi sale ancora di più la bile verso i miei conterranei. Ho visto dalle immagini televisive la gente che non voleva la guerra fare la fila davanti all’ingresso del Celio e dire alle telecamere “è un atto di ripetto verso degli eroi, morti per una giusta causa: quella della liberazione di un popolo”.

Ora… l’Iraq è il secondo paese principale produttore di petrolio, ed oltretutto pare che sia quello in cui la manodopera per l’estrazione e la raffinazione costi meno. La guerra è stata voluta da un tale che si chiama George W. Bush, ex petroliere texano.

Fin qui, niente di nuovo, e tutto sommato niente di soprendente, ha una sua logica (oscena e deprecabile, ma logica). E quindi l’italiano medio dice “noi italiani no, siamo diversi”. Bene, il presidente della commissione esteri, quinta carica dello stato italiano, Gustavo Selva, ha dichiarato quanto segue: “Dichiariamo guerra, non è una missione di pace. L’abbiamo mascherata così per avere il sì del Quirinale”. (cfr Beppre Grillo – “tutto il grillo che conta” – Feltrinelli – pag. 224)

Fossimo stati un popolo con un briciolo di palle (e soprattutto con un’informazione mediatica più obiettiva), a sentire una cosa come questa sarebbe dovuto scoppiare l’inferno. E invece no, abbiamo mandato i nostri soldati ad occupare un paese senza l’avallo dell’ONU, abbiamo avuto in nostri morti, e l’Italiano medio piange e si sta zitto. anzi, parla di eroi morti difendendo una giusta causa.

Lungi da me non portare rispetto a dei soldati morti mentre facevano il loro lavoro, sia ben chiaro. Tuttavia, non me la sento davvero di considerare un eroe chi, pur essendo cosciente del pericolo che un’occupazione militare comporti e pur avendo la facoltà di decidere di non parteciparvi, lascia magari moglie e figli piccoli per una stipendio alto, sia in senso economico sia in senso di rischio, rimettendoci le penne. No, non sono eroi. Sono soldati che sono morti inutilmente facendo il loro lavoro. Ma non sono eroi.

Romano Prodi ha dichiarato che la questione Iraq sarà trattata nel primo consiglio dei ministri, e che di sicuro il ritiro italiano dall’Iraq avverrà entro il 2006. Spero vivamente che se ciò non accadrà l’italiano medio, invece di continuare a piangere i propi morti, tiri fuori le palle e scenda in piazza per protestare.

Con l’augurio che il ritiro sia un ritiro vero (nel senso i nostri soldati tornano a casa), e non un semplice spostamento truppe verso l’Iran.

06
Gen
06

Ah si… il generale Sharon…

Forse con questo post diventerò impopolare a molti, però ritengo sia assurdo tutto quello che sta succedendo in questi ultimi giorni in tutto il mondo.

Ariel Scheinermann (il vero cognome di Sharon) nasce nel 1928 in Palestina. A quell’epoca li tirava un aria forse peggiore di quella che tira tutt’ora: c’erano ipotesi sulla nascita della terra promessa, e tanti ebrei migrarono verso quelle terre, un po per sfuggire al più grande crimine contro l’umanità che sia stato mai commesso, un po proprio perchè il sogno di una terra promessa tutta propria probabilmente faceva, come dire… gola, ad un ebreo del momento. (Forse il termine gola è poco adatto alla situazione… se mi viene in mente un espressione migliore modificherò il post).

Il sogno di Israele si avvera sulla carta il 28 novembre del 1947, ma solo dopo la guerra Israelo-Araba il progetto britannico diventa realtà. Israele ora è stato, e durante la guerra Sharon viene ferito in una battaglia. Infatti, la carriera di Sharon prende quota proprio nell’esercito, sia durante la guerra dei sei giorni, sia durante quella dello Yom Kippur (1973), tenendo testa con la sua divisione israeliana a reparti dell’esercito egiziano prima e siriano poi.

Dati gli splendidi risultati, Sharon sfrutta il trampolino di lancio e si tuffa nella politica, diventando prima ministro dell’agricoltura, e poi ministro della difesa. E proprio con quest’ultima carica, nel 1982, succede il patatrac.

Nel giugno 1982 infatti, Israele invade il Libano, atto dovuto proteggere i suoi insediamenti nel nord della Palestina, arrivando in agosto addirittura a Beirut: la capitale inizierà ad essere evacuata dai guerriglieri palestinesi il 21 agosto, sotto il controllo di una forza multinazionale (di cui fece parte anche l’Italia), che si ritirò quando i profughi palestinesi e libanesi si erano ammassati nei due campi profughi di Sabra e Chatila.

Alle 18 del 16 settembre 1982, Ariel Sharon da un ordine preciso: illuminare a giorno il campo, e stanare eventuali nemici di Israele.

Solo due giorni dopo, il 18 settembre, si conteranno quasi 3000 morti.

Sharon viene investito dallo scandalo per questo eccidio, ed è costretto a dimettersi da ministro della difesa. Tuttavia non abbandona la vita politica, ma continua a militare nel Likud. Molti anni dopo ne diventa anche il leader, e come fa un leader forte, prende una decisone forte: nel pieno di uno stallo nel processo di pace, prende una delegazione del Likud e parte alla volta della spianata delle Moschee.

E’ il 27 settembre del 2000, data che segna l’inizio della seconda intifada. E data in cui Sharon segna la sua prossima carriera politica: entrare alla Knesset non come semplice deputato, ma come primo ministro.

Di li, la svolta della sua vita: nel 2005, contro la volontà dei suoi stessi elettori, ovvero i coloni di tutto Israele, da inizio al ritiro definitivo delle truppe israeliane dalla striscia di Gaza. Afferma che “sarà possibile la pace solo quando un vero stato palestinese sarà al fianco di Israele”. Fonda Kadima, un nuovo partito politico, proprio con l’obiettivo primario di raggiungere la pace con i palestinesi, e ottiene un consenso sia politico che popolare.

Il resto della storia è pura attualità.

Ora… non vorrei essere frainteso, quindi metto subito in chiaro un concetto: lo stato di Israele ha SACROSANTO diritto di esistere, e i suoi abitanti hanno il SACROSANTO diritto di vivere in pace, difendendo le proprie terre con tutte le loro forze. E allo stesso modo di Israele anche i palestinesi hanno il SACROSANTO diritto di esistere, hanno il SACROSANTO diritto di vivere in pace, difendendo le proprie terre con tutte le loro forze.

Non ci sono differenze tra loro, eccetto la religione. Sono uomini e donne, identiche a uomini e donne di Italia, Svezia, Australia, Giappone… che vivono in pace. E come i loro simili, anche a palestinesi e israeliani deve essere garantita l’esistenza pacifica.

Ma come possiamo far passare come grande della pace il responsabile della morte di 3000 profughi? A Ginevra, un po di anni fa, questo fu chiamato crimine contro l’umanità.

Auguro a Ariel Sharon di rimettersi al più presto, di cuore. Non scherzo, sono sincero. E mi unisco al dolore di molti israeliani (e non) che in lui stanno vedendo l’unica speranza verso una sospirata e doverosa pace.

Ma non ci sto a vederlo come un eroe, come un martire della pace.

Così come non ci sto a vedere gente (da entrambe le parti) che esulta perchè Sharon sta morendo. Se crimine verso l’umanità significa brutalità verso l’uomo, quello che fanno alcuni, festeggiando, è anche peggio.

Sarebbe tanto semplice avere la pace.

All alone, or in twos
the ones who really love you
walk up and down outside the wall

Some hand in hand
some gathered together in bands

the bleeding hearts and artists make their stand

And when they’ve given you their all
Some stagger and fall, after all it’s not easy

Banging your heart against some mad bugger’s wall

Pink floyd – Outside the wall

11
Dic
05

Missione umanitaria?!?

Link 1

Siamo proprio sicuri che non abbiamo partecipato ad azioni di guerra e siamo li solo per scopi umanitari?

Link 2




Brux

Ho 25 anni, studio ingegneria informatica e vivo in uno schifo di città (Roma) invidiata da tante persone, e da anni cerco di capirne il perchè, di questa invidia. Adoro i gatti, la montagna, i paesi scandinavi. Ogni tanto strimpello la chitarra, solo ogni tanto e per poco, perchè poi i vicini si incazzano. Sono paranoico e rompicoglioni, ma probabilmente sta riga non l'avete letta perchè siete passati già ad un altro sito...
Questo blog non è un essemmesse!
Parlamento pulito
Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?

Blog Stats

  • 4,314 hits