Burger

Lo ammetto. Pur odiando il “cibo” che i fast food propinano, ogni 4-5 anni anche a me viene l’impulso di andarci. Contando anche che difficilmente riesco a resistere a impulsi mangerecci, ammetto anche che non resisto all’impulso di cui sopra e ci vado. E puntualmente arriva la depressione.

Mi spiego.

Mi piace il cheeseburger. Quel magnifico panino con hamburger, un po di ketchup e due fette di formaggio che si scioglie impiastricciandoti le mani, e quindi costringendoti alla procedura “se non ti lecchi le dita godi solo a metà”. Proprio quello. Ogni tanto, noncurante di tutti gli avvertimenti epato-dietistici a casa me lo faccio, cuocendo gli hamburger in modo tale che la carne rimanga un po rosa all’interno, mettendo il formaggio sulla carne quando sta ancora sulla griglia così si scioglie per bene, e infine usando del pane casareccio, possibilmente sciapo e “crostoso”, quello per capirci che quando lo mangi ti fai un male boia alle gengive ma al contempo godi come un matto.

Poco fa, chiudo il PC e decido di andare a pranzo. Da solo. Arrivo al parcheggio, entro in macchina, accendo il motore, e BAM! Arriva la voglia di cheeseburger.

Si. Di cheeseburger. E possibilmente doppio.

Cogitabondo sulla natura di tale voglia piglio, parto, e vado da Burger King a Tor Vergata. Per la non tanto modica cifra di 6,80 denari ottengo un doppio cheeseburger menu king, composto da:

  • un doppiocheeseburgerkingsenzacetrioliecipollaperfavoregrazie
  • una tonnellata di patatine fritte, presumibilmente in olio minerale
  • 0.75 l (si, avete letto bene, quasi un litro) di coca cola manco troppo poco sgasata

il tutto nel vassoietto di plastica di ordinanza con la cannuccia di ordinanza e le tre salviettine di carta (da cesso? boh) di ordinanza.

Tutto contento (il panino era ancora incartato) mi metto a sedere. Mentre mi levo il giaccone penso “cazzo, ho preso il menù king, se magna!”. E li, inizio ad esaminare il fatto che, come al solito, ho preso la sola. Si, perchè nelle immagini appese al ristorante il doppio cheeseburger ti sembra una cosa sontuosa, due hamburger giganti e pane all’apparenza appena sfornato. Per cui ti senti un po rincuorato, pensi “dai, dopotutto se magnano sta roba pure a colazione… d’accordo che non c’hanno altro, ma saranno quanto meno decenti”.

E invece no. Il panino (?) ha dimensioni di circa un terzo di quello che ti aspetti. Ma soprattutto gli hamburger sono misurabili col calibro, non col righello. E soprattutto ti rendi conto che sommando i due hamburger presenti nel panino (?) non fai nemmeno metà di uno di quelli che usi a casa.

Detto questo, e sussurrate a bassissima voce due piccole bestemmiette, addento il panino (?). Il sapore è tutto sommato decente. Riaddento il panino (?), e quasi mi mordo le dita. Si, perchè viste le dimensioni, col primo morso hai mangiato quasi metà panino (?), ma la tua mano ancora non se n’è resa conto e quindi lo tiene saldo e fermo che un chiururgo terrebbe un bisturi.

Altra bestemmia, stavolta un po meno sussurrata, e con i due successivi morsi ho finito il panino (?). E quindi inizia l’operazione patatine. Sono decenti: dopo aver immaginato il TIR delle consegne che scarica il suo filtro dell’olio direttamente nella friggitrice ti penseresti di trovare le patatine quantomeno trisunte, e invece sono decenti. Mentre le mangio a grappoli di 4 a 4 (tanto hai preso il menù king! Che culo! Una montagna di fritto!) sento ogni volta che apro bocca una vocina che viene dal fegato e che mi insulta pesantemente, non si capisce se per il panino (?) precedente o per gli ettolitri di olio minerale camuffato da bastoncino di tubero che sto trangugiando.

Nel frattempo, guardo sospettoso due cose:

a) la televisione, che trasmette un insulso programma musicale con in basso l’affidabilissimo, sicurissimo nonchè abusatissimo “Love calculator” (ovvero una serie di nomi di omini e donnine estratti dal cilindro con annessa “percentuale di successo amoroso” estratta nella stessa maniera dei nomi, ma da un cilindro separato)

b) la coca cola, che sta in un lato del vassoietto, e che viste le moli imponenti incute un certo timore, specie quando vedo la scritta “zeropuntosettantacinquelitri”, mentre mi risuona nel cervello il dietologo vestito da regina di cuori di alice nel paese delle meravigli che urla “Sta bevendo una porcata ipercalorica! Tagliategli la testaaaa” (ammetto, sto esagerando).

Fatto sta che in nemmeno 5 minuti ho finito il panino (?) e le patatine, e sto li che sorseggio cocacola guardando un video musicale della sculettatrice-coreografa di turno. Arrivo al punto di saturazione (ovvero quando il liquido zuccherino mi esce dal naso, stranamente a metà della quantità di cocacola che hai acquistato), mi alzo, butto tutto il contenuto del vassoio nel cestino, prendo la giacca e me ne vado, mogio mogio perchè non ho mangiato un cazzo e ho speso un botto.

E poi c’è la ciliegina sulla torta. Si, perchè a differenza delle italiche schifezze, i cui effetti lassativi si vedono ad una certa distanza da fine pasto, quando si tratta di cibo a stelle e strisce anche gli effetti lassativi sono “fast”. Della serie magni veloce, e caghi veloce.

Che vuoi di più dalla vita?

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Informazioni su brux

Ho 32 anni, ho studiato ingegneria e vivo in uno schifo di città (Roma) invidiata da tante persone. Per tanti anni ho cercato di capire il perchè di questa invidia, e dopo otto mesi vissuti in Germania credo di averlo capito, questo perchè. Adoro i gatti, la montagna, i paesi scandinavi. Ogni tanto strimpello la chitarra, solo ogni tanto e per poco, perchè poi i vicini si incazzano. Sono paranoico e rompicoglioni, ma probabilmente sta riga non l'avete letta perchè siete passati già ad un altro sito...
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