Pensieri sparsi

A volte basta una cazzata per farti riflettere. Come una stupida seppur divertente sit-com americana.
Premessa:
Big bang theory: la storia di un nerd che si rende conto che esiste qualcos’altro per cui vale la pena vivere. Dannatamente divertente, lo ammetto. Però, non a caso, la scoperta di quella serie ha coinciso con un DECISO cambiamento di umore. Si, perchè sapevo che il rischio di immedesimazione con i 4 personaggi sarebbe stato elevatissimo, e incurante di tutto questo ho iniziato, e ne sto subendo le conseguenze. Si, perchè quando vedi quattro persone che sono più o meno come te e che ti fanno ridere a schiocco e pensare “che coglioni!” c’è qualcosa che non va. E nel secondo immediatamente successivo a questo pensiero realizzi: “fico, sono come loro…”.
Analisi:
Sheldon: pignolo, ipocondriaco, secchione, maniaco dell’ordine, … (devo continuare?)
Leonard: brutto quanto la fame, gli dice culo con una carina ma rovina tutto con la sua boccaccia.
Howard: come sopra, con l’aggiunta che non rimedia ed è vagamente ossesso dal sesso.
Raj: incapace di parlare con le donne se non ubriaco.
Caratteri comuni: incapaci di parlare altro che di cose comprensibili tra di loro, amanti della fantascienza, dei RPG, dei fumetti e dei videogiochi
Sintesi:
Ti guardi allo specchio la mattina. E’ domenica, i tuoi sono partiti (positivo!), e tu dovrai stare a casa tutto il giorno con tua nonna con una giornata bella di fuori (negativo!). E ovviamente tutto va storto nella MAGNIFICA giornata. Arriva la sera, loro tornano e ti dicono pure “ti sei risparmiato un mazzo così” (cosa che tu ti saresti fatto con GIOIA). Esci, ovviamente per andare a finire la tua giornata passata davanti ad un computer davanti ad un altro schermo con i tuoi amici (con i quali ovviamente non parli dei tuoi problemi e/o gioie ma vedi solo la domenica per sparare a qualche obiettivo e/o guidare macchine da scassare). Il tutto ovviamente condito dalla pioggia, che nel frattempo è arrivata. Torni a casa, ti butti sul letto con un misto di ansia e depressione, e pensi a quello che sarebbe la tua vita lontano da quel posto.
E per fortuna ti addormenti in tempo.
Poi ti svegli il lunedì, realizzi che dovresti andare all’università  ma non hai voglia solo per una lezione. Quindi rimani a casa e ti fai la giornata fotocopia della precedente, con l’aggiunta che a sera non solo non vedi i “so-called” amici, ma con i pochi con cui potresti parlare NON ci parli (giornata nera, se mi riprendo te lo dico). Poi ti metti in cuffia, senti “Damnation” degli Opeth (la perfetta colonna sonora per il suicidio), e ti metti a scrivere queste righe perchè piangere non è il caso (potrebbe arrivare mammina a chiederti perchè) e perchè voglia di parlare con qualcuno non ne hai (forse anche perchè non hai nessuno con cui farlo, manco al telefono). E ti rendi conto di una cosa. Dei 27 anni della tua vita forse ne hai vissuti tre o quattro al massimo, in cui avevi degli amici con cui parlare se le cose vanno storte (e da cui ricevere aiuto immediato). E nel secondo immediatamente successivo ti chiedi che danno sugli altri canali, e vedi solo nebbia. per altro bella fitta. Pensi che forse un rimedio seppur molto transitorio potrebbe essere l’alcol, ma ti ricordi anche di essere un novantenne nel corpo di un ventisettenne, con tutti i problemi fisici di cui potresti pagare le conseguenze nel dopo sbronza. Per cui accantoni anche quella possibilità . Pensi che la tua vita potrebbe cambiare solo parlando con qualcuno di qualcosa, ma subito dopo ti chiedi “e con chi?”. Pensi anche scappando da qualche parte anche non troppo lontano e stando da solo le cose potrebbero cambiare, ma ti caghi sotto, per cui parli, parli e col cazzo che fai.
Conclusioni:
Resti amareggiato dalla conclusione che da un po di tempo a questa parte ripeti con noncuranza tra te e te. “Ormai la frittata è fatta, too late pal”. Vicolo cieco. Solo che se prima la ripetevi apaticamente, ora ne prendi atto con amarezza, delusione, tristezza e quant’altro.
E aspetti che la fase finisca, e torni il sereno. Perchè un barlume di speranza ce l’hai. It’s just a bad day.
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Informazioni su brux

Ho 32 anni, ho studiato ingegneria e vivo in uno schifo di città (Roma) invidiata da tante persone. Per tanti anni ho cercato di capire il perchè di questa invidia, e dopo otto mesi vissuti in Germania credo di averlo capito, questo perchè. Adoro i gatti, la montagna, i paesi scandinavi. Ogni tanto strimpello la chitarra, solo ogni tanto e per poco, perchè poi i vicini si incazzano. Sono paranoico e rompicoglioni, ma probabilmente sta riga non l'avete letta perchè siete passati già ad un altro sito...
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