So long.

It’s raining in Baltimore
Fifty miles east

Siedi. Come sedevi quelle notti rimediate per caso, su quella sedia scomoda, in quel garage freddo. La birra ti scaldava lo stomaco. Il corpo lo scaldava un tavolo da ping pong. Le mani le scaldavano le corde e i plettri. Quando smettevate di fare rumore non si sentiva nulla. Solo lontano si sentiva un fruscio, come qualcosa che diceva “Ancora! Di nuovo, non smettete di suonare!”.

It’s raining in Baltimore, baby
but everything else’s the same

Sorridi. Come sorridevi mentre buttavi giù un birillo al bowling. Come sorridevi davanti ad una pinta. Come sorridevi quando “oh, so le due. non c’ho sonno, vedemose un film”. Come sorridevi quando in macchina passavi a prendere tutti. Come sorridevi sotto una croce, una bottiglia in mano, e la valle sotto di te, con le sue luci e i suoi fuochi d’artificio. Come sorridevi quando “oh, c’ho fame. Ma dù spaghi?”. Come sorridevi quando alzavi la cornetta e dicevi “che stai a fà?”.

There’s things I remember
There’s things I forget

Pensa. Pensa che tutto questo non è tornato indietro e non tornerà. Pensa che forse, se anche tornasse, non ti andrebbe più bene. Pensa che forse, se anche ti andasse bene, non saresti più quello di allora. Pensa che forse, se anche fossi quello di allora, gli altri non lo sono più. Pensa che forse siete o sarete più distanti di quei pochi chilometri. Pensa che le vostre vite hanno preso un’altra strada, e che ogni anno da allora ne hai sempre avuto la certezza.

This circus is falling down on its knees
The big top is crumbling down

Ricordi le foglie che cadevano? Sei diventato una di quelle.

I miss you.
I guess that I should.

Piangi.

Questo post, ovviamente autobiografico, era per l’EDS “Il blues del blu“, di La Donna Camel. Altri racconti:

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Informazioni su brux

Ho 32 anni, ho studiato ingegneria e vivo in uno schifo di città (Roma) invidiata da tante persone. Per tanti anni ho cercato di capire il perchè di questa invidia, e dopo otto mesi vissuti in Germania credo di averlo capito, questo perchè. Adoro i gatti, la montagna, i paesi scandinavi. Ogni tanto strimpello la chitarra, solo ogni tanto e per poco, perchè poi i vicini si incazzano. Sono paranoico e rompicoglioni, ma probabilmente sta riga non l'avete letta perchè siete passati già ad un altro sito...
Digressione | Questa voce è stata pubblicata in Delirio. Contrassegna il permalink.

12 risposte a So long.

  1. ladonnacamell ha detto:

    Ma ciao! Certo che sei in tempo, e benvenuto!

  2. Pendolante ha detto:

    Bello, blues. Mi piace.

  3. Pingback: Il trattore | Pendolante

  4. Pingback: Colori | MaiMaturo

  5. Melusina ha detto:

    Autunnale, perciò blues in pieno. Però non c’è il blu… ah già, il blu non è un colore autunnale.

  6. Hombre ha detto:

    Bella prova!
    Cmq a me “se tornasse” andrebbe bene.
    p.s. Io adoro Roma, ma anche non ci vivo.

  7. Dario ha detto:

    “I sound my barbaric yawp over the roofs of the world.”

  8. Pingback: L’automobile | Pendolante

  9. singlemama ha detto:

    chissà, magari poi invece torna…
    in un’altra vita.
    (sono un’ottimista incurabile, lo so)

    bello.

  10. Pingback: Onde | Tratto d'unione

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